Reseña del libro "Giovanni Carrassi (en Inglés)"
Giovanni Carrassi nacque a Bari il 18 settembre 1952, e pochi giorni dopo tornò indietro dalla morte. Da quel momento, la vita lo tenne stretto e lui la tenne stretta a sua volta, senza mollare mai, senza lamentarsi, senza farsi mettere i piedi in testa da nessuno.In queste pagine, Giovanni racconta la sua storia in prima persona: il padre barbiere detto Sentimento, la madre Angela con il rosario sempre in tasca, il collegio, i fratelli, il mare di Bari dove scendeva con le pinne e il pugnale a raccogliere ricci e polpi per la tavola della domenica. E poi Mina, la ragazza di via Manzoni a cui disse di avere ventitré anni quando ne aveva diciotto, e che sposò due mesi dopo averla conosciuta. Il lavoro, la casa di via Rodi comprata col dolore e riempita con la vita, i figli, e infine i nipoti: quelli che litigavano per sedersi sulle sue gambe a tavola, mentre la televisione trasmetteva la signora in giallo e lui mangiava con la forchetta dai denti allargati apposta da lui.Poi arrivò il Parkinson, e con lui gli anni più difficili: quelli in cui le gambe che avevano tenuto in braccio un'infanzia intera cominciarono a cedere, lentamente, fino all'ultimo giorno. Ma Giovanni Carrassi affrontò anche questo come aveva affrontato ogni cosa: con la testa dura e il cuore aperto, fino alla fine. E oltre la fine.È la storia di un uomo semplice che non ha lasciato palazzi né libri né discorsi importanti. Ha lasciato qualcosa di più difficile da costruire e più facile da perdere: il ricordo di un uomo buono. Raccontata dal nipote che lo amava, con la voce di chi guarda la propria vita da lassù, e sa finalmente come è andata a finire.Giuseppe Monno